Sto leggendo 'Seminario sulla gioventù' di Aldo Busi ed è un libro bellissimo, sorprendente. Uno dei più bei romanzi su cui abbia mai affondato i canini.
Nella lunga, goduriosa sessione di lettura della scorsa notte ho pensato che:
a) per quanto si provi ad isolare degli elementi e degli aspetti non si riesce a capire cosa fa di un'opera un'opera geniale: si percepisce solo che essa è superiore alla stragrande maggioranza delle altre, nello stile come nella sostanza, in quanto prodotto di un essere eccezionale, dei suoi nervi, del suo sangue. L'alchimia del genio rimane un mistero, una ricetta segreta.
b) un capolavoro è sempre un viaggio nell'inconscio, un treno che arriva fin dentro il cuore dell'uomo, al centro del labirinto, un'esperienza sospesa tra realtà e sogno in cui perveniamo a nuove verità su noi stessi, verità che è sempre smascheramento, disinganno, visione della belva feroce.
Non leggere il 'Seminario' significa probabilmente commettere un'imperdonabile errore.
Ciao MAURO

categoria:letteratura, creativitÃ

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