
'La gran fatica dell'esistenza non è forse insomma nient'altro che questo gran darsi da fare per restare ragionevoli venti, quarant'anni o più, per non essere semplicemente, profondamente se stessi, cioè immondi, atroci, assurdi'

'La gran fatica dell'esistenza non è forse insomma nient'altro che questo gran darsi da fare per restare ragionevoli venti, quarant'anni o più, per non essere semplicemente, profondamente se stessi, cioè immondi, atroci, assurdi'
Sto leggendo 'Seminario sulla gioventù' di Aldo Busi ed è un libro bellissimo, sorprendente. Uno dei più bei romanzi su cui abbia mai affondato i canini.
Nella lunga, goduriosa sessione di lettura della scorsa notte ho pensato che:
a) per quanto si provi ad isolare degli elementi e degli aspetti non si riesce a capire cosa fa di un'opera un'opera geniale: si percepisce solo che essa è superiore alla stragrande maggioranza delle altre, nello stile come nella sostanza, in quanto prodotto di un essere eccezionale, dei suoi nervi, del suo sangue. L'alchimia del genio rimane un mistero, una ricetta segreta.
b) un capolavoro è sempre un viaggio nell'inconscio, un treno che arriva fin dentro il cuore dell'uomo, al centro del labirinto, un'esperienza sospesa tra realtà e sogno in cui perveniamo a nuove verità su noi stessi, verità che è sempre smascheramento, disinganno, visione della belva feroce.
Non leggere il 'Seminario' significa probabilmente commettere un'imperdonabile errore.
Ciao MAURO
Delle voci - mi attraversano
E non so tacere
Del resto non saprei cosa dire
Non restami che sproloquiare
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'Il fine esiste solo come pretesto perché l'uomo intelligente dia forma a dei mezzi, che sono fine a se stessi e che costituiscono lo stile'
'Seminario sulla gioventù'
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'Fui, ai piedi del baldacchino che reggeva i suoi adorati gioielli e i suoi capolavori fisici, un orsaccio dalle gengive violette e dal pelo canuto di dolore, l'occhio ai cristalli e agli argenti delle mensole'
'Bottom'
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"L' esperienza interiore dell'uomo ha luogo nel momento in cui, rompendo la crisalide, l'uomo ha coscienza di infrangere se stesso, non la resistenza oppostagli dal di fuori"
"L'erotismo"
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'LA FORTE IMMAGINE DI SE', IL PROFONDO COINVOLGIMENTO DELL'IO A SCAPITO DEGLI OGGETTI ESTERNI, AL CONFINE CON L'AUTOAPPAGAMENTO, SONO TUTTE CARATTERISTICHE DEL NARCISISMO DEL CREATORE' PHILIPPE BRENOT
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"Il Dandy è un rivoluzionario e un illusionista. E' la creazione a partire dal nulla. E' per la gratuità, per il trionfo del nulla, per l'ozio, contro il lavoro, la democrazia, contro l'utilità e il progresso. E' un esempio di quell'intellettuale negativo, inattuale, perché rifiuta la logica del mondo 'borghese', regressivo perché tutto inverte; sceglie un altro tempo di vita, anzi ferma il tempo. E' difficile farne l' identikit, perché ci sfugge, è incollocabile. Quella del Dandy è un estetica della 'singolarità'" G.Franci, "Il sistema del dandy"
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Il piccolo animale, arroncigliato nella grotta cattedrale, aveva occhi lanceolati come fiammelle dorate, e in un sorriso sfinito soffiava saliva, inerpicato sui sillogismi più accorati della 'Ragion Pura'. Io non pensavo che al tunnel, e alle acque azzurre che avevamo varcato
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' "Più divento dissipato, malato, vaso rotto" scrisse Van Gogh "più io divento artista, creatore. Quest'arte eternamente viva, e questo rinascimento, questo germoglio verde che spunta dalle radici del vecchio tronco tagliato, sono cose così spirituali, che ci assale una certa malinconia pensando che con minor fatica si sarebbe potuto vivere la vita, invece di fare dell'arte" '
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- Perché un poeta conquista la potenza della parola che gli permetterà di esprimere tutti i pesanti segreti degli altri, al prezzo di un piccolo segreto che egli non può dire. E un poeta non è un apostolo: non fa che esorcizzare i demoni con la potenza del diavolo -
S. Kierkegaard
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"Egli erompe, straripa, si consuma, non si risparmia - con fatalità, ineluttabilmente, involontariamente, come il traboccare del fiume oltre le sue rive"
GOTZEN-DAMMERUNG