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"Cos’è l’inconscio? È quella zona della psiche in cui non siamo ‘di casa’, ma solo sporadici visitatori. Sono le mille stanze del castello, e le cantine e le segrete; di quel castello conosciamo solo l’atrio luminoso. Sono i territori inesplorati della mente, foreste, pianure, ghiacci, territori di cui stiamo compilando le mappe, e siamo appena all’inizio. Un’immagine nota è quella dell’iceberg, enorme proprio dove è sommerso. L’inconscio è la parte inabissata in cui l’identità sfuma, il tempo è immoto, la logica segue altri percorsi. È la ‘coda’ dello spirito: sessualità e violenza, eredità animale, dominano la scena. L’inconscio si manifesta primariamente nel sogno. Dormendo entriamo in un mondo popolato di immagini significative, in cui ogni episodio sprigiona una grande emotività. Ma parliamo quella lingua speciale anche nella fantasticheria, nell’alterazione procurata dalle droghe, nel delirio patologico, nell’arte. L’arte cerca di dar forma a questo agitarsi dell’interiorità, a questa tensione espressiva. Perché è così forte il desiderio di inoltrarsi in queste regioni? Forse perché vogliamo sapere la verità su noi stessi, e quella verità non si trova in superficie. Dobbiamo calarci all’interno, in profondità, se vogliamo conoscerci. Scendendo ci scontriamo con la forza del desiderio e la comica stupidità della ragione. Nello specchio vediamo un mostro, e un tetto di tenebra. Il viaggio è lungo, straziante, e distrugge ogni certezza. Continuiamo a scendere, finché ci perdiamo. Dopo molto vagare ritroviamo la luce, ma quello che abbiamo visto ci ha trasformato. Ora la fontana scaglia le sue acque in cielo da cento getti, ed è questo furore a squassarne i marmi. Questa premessa mi è sembrata inevitabile, perché ‘INLAND EMPIRE’ è il più sconvolgente e riuscito viaggio cinematografico nell’inconscio."